La mia interrogazione ai Ministri all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca e alla Salute per una ripresa della scuola senza Dad

No alla Dad a scuola e all’Università senza se e senza ma.

Oggi ho depositato un’interrogazione ai Ministri all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca e alla Salute, firmata da 20 senatori del Partito Democratico.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

Al Ministro dell’Istruzione
Al Ministro dell’Università e della Ricerca
Al Ministro della Salute

Premesso che:

al fine di contenere la diffusione del virus COVID-19, l’articolo 1, comma 2, lettera p), del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35 (misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19) ha previsto la possibilità di sospendere le attività didattiche “delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché dei corsi professionali e delle attività formative”, garantendo la possibilità alternativa di svolgere tali attività in modalità a distanza;

della didattica a distanza hanno presto fatto esperienza tutti gli studenti e gli insegnanti italiani. Per quanto essa abbia consentito la continuità dei servizi di istruzione, nell’impossibilità di effettuare regolarmente le attività scolastiche e universitaria, essa ha generato numerosi problemi e acuito importanti diseguaglianze tra cittadini. L’interruzione dell’attività scolastica in presenza ha infatti causato diversi problemi psicologici tra gli alunni, la cui entità è ancora oggi difficile da stimare, ha comportato un calo dell’apprendimento e delle prestazioni, e ha penalizzato in modo particolare le persone prive di mezzi tecnologici adeguati, a causa di condizioni di fragilità economica del nucleo familiare o di inadeguatezza infrastrutturale dei territori di provenienza;

a quanto si apprende da numerosi fonti giornalistiche, i Ministri in indirizzo hanno dichiarato pubblicamente di essere fiduciosi, salvo problemi legati alla diffusione delle varianti del virus, sulla possibilità di riprendere l’attività scolastica e universitaria in presenza a partire da settembre 2021 per l’anno scolastico e accademico 2021-22;
secondo quanto riportato dalla testata online “Orizzontescuola.it”, aggiornato al 23 giugno 2021, le Regioni e Province autonome che al momento hanno stabilito la data di inizio dell’anno scolastico 2021-22 hanno previsto una data di inizio al più tardi al 20 settembre 2021. Tuttavia, a quanto si apprende, il presidente della Regione Veneto ha proposto di posticipare l’inizio dell’anno scolastico a fine mese rispetto al 13 settembre per le scuole primarie e secondarie di primo grado e al 16 settembre per le secondarie di secondo grado al fine di sostenere maggiormente il settore turistico;

secondo quanto riportato dal quotidiano “La Repubblica” in un articolo del 5 luglio 2021, diversi dirigenti scolastici o docenti intervistati hanno espresso la preoccupazione di dover comunque prevedere misure di didattica a distanza, limitate a una quota di studenti, nel nuovo anno scolastico. Tra i problemi segnalati, il mantenimento del metro di distanza, nonostante le vaccinazioni;

considerato che:

la ripresa della piena attività scolastica e universitaria in presenza è un obiettivo imprescindibile per consentire a milioni di studenti italiani, che hanno già sofferto molto e hanno perso alcuni tra i momenti più importanti della propria vita, di riprendere modalità di apprendimento e di vita sociale ordinarie superando gradualmente le numerose difficoltà imposte dalle misure restrittive connesse alla pandemia da COVID-19;

il buon andamento della campagna vaccinale – che in data 6 luglio 2021 ha superato i 21,5 milioni di persone vaccinate, vale a dire quasi il 40 per cento della popolazione superiore ai 12 anni, e ha consentito il contenimento del numero di morti, ricoveri in terapia intensiva e contagi – al pari della ripresa di numerose attività economiche e di svago dovrebbe consentire una piena ripresa in presenza delle attività scolastiche e universitarie, le quali ricoprono un ruolo cruciale per la crescita cognitiva e morale di tutti gli studenti italiani,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di garantire che l’inizio dell’anno scolastico 2021-22 avvenga nelle date già programmate e, in ogni caso, entro e non oltre il 20 settembre in tutto il territorio nazionale, evitando che gli studenti vedano i propri programmi di studi ulteriormente inficiati dopo i disagi occorsi nell’anno scolastico 2020-21;

se non ritenga necessario e urgente, al fine di garantire l’avvio dell’anno scolastico e accademico 2021-22 in piena modalità in presenza, adottare tutte le iniziative di propria competenza, con particolare riferimento all’intensificazione della campagna vaccinale, alla realizzazione degli investimenti di cui all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, e all’aggiornamento dei protocolli di sicurezza adottati dal governo relativi alle attività scolastiche e universitarie.

FERRAZZI, RAMPI, ROJC, ROSSOMANDO, D’ARIENZO, MARILOTTI, STEFANO, LAUS, BITI, IORI, ALFIERI, PITTELLA, FEDELI, MARGIOTTA, ASTORRE, BOLDRINI, PARRINI, MANCA, D’ALFONSO, TARICCO.

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