La mia interrogazione al Ministro dell’università e della ricerca per la ripresa delle attività didattiche e curriculari in tutte le università italiane in presenza

Quali iniziative urgenti il Ministro dell’università e della ricerca intende adottare al fine di garantire le attività didattiche e curriculari in tutte le università italiane in presenza?

Per individuare una risposta, ho depositato un’interrogazione al Ministro dell’università e della ricerca, firmata da 20 senatori del Partito Democratico.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

Al Ministro dell’università e della ricerca

Premesso che:

a seguito del miglioramento delle condizioni sanitarie, dovuto prevalentemente al buon andamento della campagna vaccinale di contrasto al Covid-19, l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, recante misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 settembre 2021, n. 133, stabilisce che le attività didattiche e curriculari delle università siano svolte “prioritariamente” in presenza;

l’articolo 9-ter sull’impiego delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito scolastico e universitario, introdotto dal comma 6 del citato articolo 1 al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, prevede inoltre che dal 1° settembre al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, “al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione“, il personale universitario e gli studenti universitari debbano possedere e siano tenuti a esibire la certificazione verde Covid-19;

la circolare del Ministro dell’università e della ricerca del 31 agosto 2021, raccomanda che nelle università sia garantita “la più ampia partecipazione in presenza degli studenti alle attività didattiche e curriculari anche tenendo conto delle condizioni strutturali – logistiche degli edifici”;

premesso inoltre che:

a quanto si apprende dalla consultazione dei siti web e dei protocolli adottati da numerose università per consentire lo svolgimento in presenza delle lezioni, nonostante il personale universitario e gli studenti universitari debbano possedere e siano tenuti a esibire la certificazione verde Covid-19, permangono purtroppo molti casi di didattica a distanza;

ciò penalizza gravemente gli studenti universitari e risulta difficilmente comprensibile considerato che nelle scuole di ogni ordine e grado l’attività si svolge quotidianamente in presenza al 100 per cento nonostante per gli studenti delle scuole non sia previsto l’obbligo del possesso della certificazione verde Covid-19;

nella università degli studi di Roma “La Sapienza” e in molte altre università, sebbene gli spazi siano decisamente e mediamente più grandi di quelli di qualsiasi scuola, sono previsti turni settimanali per poter assistere alle lezioni in presenza previa prenotazione dal martedì al giovedì, mentre per assistere in presenza nella settimana in cui non “si è di turno” è data la possibilità agli studenti di prenotare il posto – nel caso in cui qualcuno degli aventi diritto abbia rinunciato – dalla mezzanotte (!) del giovedì;

come riportato dal quotidiano “Il Sole 24ore ” dell’11 ottobre 2021, nella facoltà di Medicina dell’università di Ferrara le lezioni si svolgono esclusivamente con la didattica a distanza, con lezioni videoregistrate e speso datate, nonostante ripetute lettere, petizioni e manifestazioni di protesta;

questa situazione riguarda anche altre facoltà dell’università di Ferrara, ma nel caso di Medicina tale scelta risulta decisamente sconcertante;

considerato che:

ciò continua ad avvenire nonostante il decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali, già in vigore, e attualmente all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato, preveda che per gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, in zona bianca, la capienza consentita sia pari a quella massima autorizzata;

considerato inoltre che:

sono ormai noti e documentati da numerosi studi i danni provocati dalla didattica a distanza agli studenti delle scuole e delle università dall’inizio della pandemia;

alla data del 12 ottobre 2021, l’80,37 % della popolazione sopra i 12 anni ha completato il ciclo vaccinale;

gli studenti universitari al momento sono i cittadini più penalizzati nonostante siano tenuti ad avere la certificazione verde Covid-19;

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire che le attività didattiche e curriculari in tutte le università italiane si svolgano in presenza, compatibilmente e nel rispetto delle misure finalizzate a prevenire il diffondersi del Covid-19, superando il più possibile ogni modalità di didattica a distanza e consentendo, finalmente, anche agli studenti universitari di poter tornare a beneficiare di una condizione di normalità.

VERDUCCI, FERRAZZI, MARILOTTI, ALFIERI, ASTORRE, BITI, CERNO, CIRINNA’, COMINCINI, D’ALFONSO, D’ARIENZO, FEDELI, GIACOBBE, IORI, LAUS, MANCA, MISIANI, PINOTTI, PITTELLA, ROJC, STEFANO, TARICCO, VATTUONE

 

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