Il PD rischia. Ma i “Democratici” servono ancora

Spero sia chiaro a tutti quanto il Pd stia rischiando. E che sia chiaro a tutti che senza un Pd all’altezza si pone un problema che va ben oltre i suoi confini.

Serve dunque uno scatto di orgoglio. Uno scatto di orgoglio unitario.

Spero che l’Assemblea di domenica voti unitariamente un segretario autorevole, capace di unire le forze e di superare inutili divisioni. Che ridia credibilità e autorevolezza al Pd, dopo le accuse di essere “partito tossico”, forza politica “con metastasi da estirpare” e dove Grillo si propone a segretario. Una forza che si caratterizzi in positivo per quello che vuole fare e non per quello che non vuole.

Serve dunque una guida che sappia aprire a quella “Rifondazione democratica” non più rinviabile, attraverso una grande campagna di ascolto dei militanti, simpatizzanti e “diversi mondi” che per tre mesi siano messi nella condizione di definire proposte e soluzioni per il futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo, anche utilizzando gli strumenti telematici a disposizione.

Serve una “Rifondazione democratica” che sappia convincere trasversalmente la società, che vada oltre tanto ai nostalgici della ridotta di sinistra che a quelli di un neo partitino di centro, ricordando che Leu e Italia viva ci sono già e oscillano tra l’1 e il 3%.

Al nostro paese e all’Europa servono i “Democratici”, per una nuova centralità politica.

Articolo pubblicato su LibertàEguale.it

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